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Nessuno si salva da solo, ma ci salverà la logica o la fede?

1 aprile 2011

Come già detto, nella fanpage di questo libro, sulla scorta delle tematiche portate a galla dallo scottante tema trattato, dalla community emergono stralci di esperienze, di considerazioni e sogni. Si cercano e sollevano dubbi e stimoli, si restituiscono conferme e risposte, ma soprattutto si ampliano le vedute.

Tra commenti ma anche riletture personalizzate del libro, viene spesso alla luce anche l’aspetto razionale del rapporto fra coniugi ed i problemi legati alle questioni pratiche e gestionali del nucleo familiare. I fan si identificano nei personaggi di Delia e Gaetano, che nonostante l’amore iniziale tanto creativo, non sono poi riusciti a creare l’intesa e le sinergie necessarie nella coppia soprattutto all’arrivo dei figli…

Le lettrici confermano: Gaetano somiglia a molti mariti assenti oppure presenti ma incuranti; più di una ha chiaramente affermato su Facebook: “mentre mi trovo li da sola con i miei bambini, io sono Delia”.

D’altra parte c’è chi ribatte che le donne sposate, col tempo divengono ipercritiche e maniache del controllo, asfissianti e pretenziose e non si premurano affatto di nascondere ai figli questa poca stima verso il marito, allontanandoli quindi dalla figura paterna. Frequenti poi i dissidi per futili motivi…Tra i fan sono poche le coppie sposate o i coniugi separati che non hanno vissuto scene come quella raccontata in questo passo del libro di Margaret (qui uno stralcio):

“Andava a farsi la doccia, lasciava il solito casino. – Raccogli l’accappatoio! Era stata una delle liti più toste. Lei s’era piegata, aveva messo in ordine il bagno. Poi era diventata verde come Hulk… (…) È per un accappatoio buttato per terra che ci siamo separati?” #mazzantini

Banalmente, basterebbe un po’ di logica, un pizzico di buonsenso, per non far degenerare queste piccole liti.. Però a voler leggere fra le righe non soltanto del libro, ma anche dei commenti della community, la logica tra i coniugi in difficoltà, pare sia messa scientemente da parte.

Poiché è ancora alla dimensione del “sogno del grande amore” che si chiede la totale soddisfazione, è l’aspetto romantico che aneliamo, la trepidazione dei primi incontri, l’estasi dell’eros ma anche del semplice contemplarsi.

È questa luce che torna a galla quando tutto intorno è buio, ma è un cristallo gelido, poiché brilla di rimpianti più che di sogni, esattamente come nel libro della Mazzantini. Le lettrici lo confermano, talvolta con un filo di amarezza, ma sono lì ad aprirsi, a riconoscere i sintomi, con voglia di condividere anche per cambiare le cose.

Ma ci sono anche, tra i fan, fidanzati e coniugi lieti, che recano a tutti messaggi sicuramente confortanti, esortando gli altri a credere che la felicità sia possibile, usando espressioni come “l’importanza della coltivazione” del sentimento, testimoniando come funzioni usare il buonsenso nella gestione dei figli e delle comuni fatiche.

La retorica domanda di cui al titolo trova, allora, sicuramente questa risposta: ci salverà l’amore.

Che nella gestione quotidiana di una famiglia necessita sicuramente di una certa logica. Ma bisogna crederci, con incrollabile fede :)…

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