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Tutti per uno e un libro (e un social) per tutti. Perché… nessuno si salva da solo.

6 aprile 2011

Un libro per tutti… almeno per tutti coloro che cercano approfondimenti sulle questioni inerenti le crisi di coppia. “Nessuno si salva da solo” certamente non è un manuale per vivere felici in coppia, ma proprio lo straordinario realismo di questa storia amara, della quale molti fan evidentemente hanno vissuto almeno alcuni passi nella propria vita, ha reso la fanpage su Facebook uno spazio dove alcuni manifestano con iniziale pudore e poi con sempre maggiore confidenza, le proprie problematiche familiari e si vedono rispondere da chi le condivide o da chi le ha superate.

Non ci sono psicologi, ma “amici di penna” come si sarebbe detto una volta, che grazie alla condivisione alleggeriscono le tensioni individuali ed aiutano ad uscire dal perverso meccanismo di solitudine, dubbi e sensi di colpa che nascono in ogni coniuge in crisi, per avviarlo verso una presa di coscienza e, magari, verso la determinazione a risolvere la crisi prima che sia troppo tardi per la famiglia e per la propria felicità.

Non c’è banalità nelle frasi pubblicate: “Vuol sempre decidere lui, a me non lascia spazi”… “Non sopporto il fatto che una moglie voglia sempre cambiarti” … e così via… C’è piuttosto un filo di rabbia, molta tristezza e tanta voglia di provare a cambiare per non arrivare al punto di non ritorno di Delia e Gae, per non rendere i propri figli deboli e insicuri come i loro figli.

Molte infatti le preoccupazioni espresse dai fan riguardo ai bambini, vittime innocenti dei conflitti familiari: quando in casa c’è guerra ad oltranza, è meglio una separazione o sforzarsi di celare l’ostilità per mantenere intatto il nucleo? Qui la maggioranza propende decisamente verso il rifiuto di qualsiasi menzogna, probabilmente perché le giovani coppie felici sono piene di speranze e buoni principi, ma anche perché chi c’è passato ha constatato che ingannare i figli è impossibile e che le bugie hanno sempre un prezzo molto alto che pagheranno sia loro, sia i genitori.

In tutti i commenti, anche quelli di esperienze negative passate o in corso, trapela sempre, alla fine, la voglia di riscattare la propria dignità, la capacità di amare, il diritto di essere ascoltati e ricambiati.

In sintesi, c’è un gran bisogno di umana felicità ed una gran voglia di trovare strade, anche faticose, che però ne promettano almeno un pizzico, laddove da tempo, in casa propria, non se ne respira più. Più facile a digitarsi che a farsi? Sicuramente, da quanto emerge, diventa meno facile giorno dopo giorno per giovani ed adulti, subire in silenzio. Vuoi per un diverso atteggiamento delle donne, non più disposte come in passato alla totale sudditanza, vuoi perché ci sono uomini che anelano rapporti di valore nei quali sentirsi stimati, più che “accasati”. Ma anche con le migliori intenzioni di partenza, restano da fare i conti con la mancanza di una diffusa cultura che ci insegni l’uguaglianza tra coniugi e poi il rispetto verso i bambini ed i loro bisogni fisici e psicologici.

Ma per questo i social network, servono davvero a qualcosa?

Senza dare alla pagina di Nessuno si salva da solo ruoli terapeutici che certamente non le competono, fa però riflettere come molte tematiche sociali e personali trattate sul web, abbiano recentemente dimostrato di poter sviluppare idee e sentimenti, unire e saldare in gruppi attivi persone di tutto il mondo o, come in questo caso, da tutta Italia. Ed è proprio l’unione che sul web ha dato forza ai singoli per confessare pensieri e poi innescare azioni.

Non è più l’Internet soltanto dei nostri ragazzi, e neanche un Internet fatto di siti web aziendali, ma è un Internet delle famiglie, che sta cambiando la nostra cultura e la nostra quotidianità, dove trovano sempre meno spazio la pura promozione o la mera retorica e cresce invece la fame di sincerità e partecipazione popolare. Chi lascerà queste persone affamate, continuando a propinare solo vecchi modelli di comunicazione auto-referenziale, è destinato a “pranzare da solo”.

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